29 set 2009

Dirlo con due poesie

Alcuni fermenti in me richiedano che raduni le idee e tenti di metterle per iscritto, allo scopo di parteciparle e, soprattutto, di chiarirle alla mia stessa lettura.
Ho quindi tentato questo compito - a mio avviso così strettamente legato all'idea di lavoro su di sé. Eppure questa volta sento inadatta la mia prosa ed inadeguate le mie velleità poetiche.
Lo lascio quindi dire a chi lo ha già esposto molto meglio di quanto saprei desiderare, investendo quindi, in questo ristretto ambito, due grandi poeti del ruolo di miei araldi.

Mettere una ciliegia tra i denti di Franco Foschi

Mettete una ciliegia tra i denti
ferma lì
non mordete, non deglutite,
lasciate scolare
lentamente, lentamente
il suo strambo nettare
sulla punta della lingua.
Non sa di niente,
curioso, ché se la masticate
è una puttana,
ne volete sempre ancora.
Affogate dunque nel simbolo,
mordere è la vita,
stare lì in bilico
in punta di lingua
senza affondare i denti
è una roba insapore,
morti vivete
e vi trastullate di nulla.
Mordere, è la vita.


Enivrez-vous di Charles Baudelaire (da petits poèmes en prose, "poesia in prosa", traducibile - e di seguito tradotta - nel testo ma impossibile da farsi per la musica...)

Il faut être toujours ivre. Tout est là: c'est l'unique question. Pour ne pas sentir l'horrible fardeau du Temps qui brise vos épaules et vous penche vers la terre, il faut vous enivrer sans trêve.

Mais de quoi? De vin, de poésie ou de vertu à votre guise. Mais enivrez-vous.

Et si quelquefois, sur les marches d'un palais, sur l'herbe verte d'un fossé, dans la solitude morne de votre chambre, vous vous réveillez, l'ivresse déjà diminuée ou disparue, demandez au vent, à la vague, à l'étoile, à l'oiseau, à l'horloge, à tout ce qui fuit, à tout ce qui gémit, à tout ce qui roule, à tout ce qui chante, à tout ce qui parle, demandez quelle heure il est; et le vent, la vague, l'étoile, l'oiseau, l'horloge, vous répondront: "Il est l'heure de s'enivrer! Pour n'être pas les esclaves martyrisés du Temps, enivrez-vous; enivrez-vous sans cesse! De vin, de poésie ou de vertu, à votre guise."

Inebriatevi.Bisogna esser sempre ebbri. Tutto qui: è l'unica questione. Per non sentire l'orribile fardello del Tempo che rompe le vostre spalle e vi inclina verso la terra, bisogna che vi inebriate senza tregua.

Ma di che? Di vino, di poesia o di virtù, a vostra scelta, ma inebriatevi.

E se qualche volta, sui gradini d'un palazzo, sull'erba verde d'un fossato, nella mesta solitudine della vostra camera, vi risvegliate con l'ebrezza già diminuita o scomparsa, domandate al vento, all'onda, alla stella, all'uccello, all'orologio, a tutto ciò che fugge, a tutto ciò che geme, a tutto ciò che ruota, a tutto ciò che canta, a tutto ciò che parla, domandate che ora è; e il vento, l'onda, la stella, l'uccello, l'orologio, vi risponderanno: "È l'ora d'ubriacarsi! Per non esser gli schiavi martirizzati del Tempo, ubriacatevi; inebriatevi senza tregua! Di vino, di poesia o di virtù, a vostra scelta."

4 commenti:

  1. "Andai nei boschi perchè volevo vivere con saggezza.. e succhiare tutto il midollo della vita.."
    di Henry David Thoreau

    M.

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    1. Sì, d'estate però, adesso nei boschi fa freddo... :P

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  2. Ok, riformulo: “Restai a casa perché volevo vivere in comodità.. e gustare tutta l’essenza di un tè caldo”.
    Mio
    :P

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    1. Ecco, sì, meglio! Nei boschi a primavera... ;-)

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